Vico Ritiro sta per tornare a vivere

Un luogo dove fare cose.

Un posto aperto, vivo, attraversabile, pensato soprattutto per ragazzi, giovani e giovanissimi, ma capace di parlare a tutta la città.

Qui stiamo costruendo uno spazio dove incontrarsi, conoscersi, sperimentare.
Un luogo dove si può studiare, creare, provare, sbagliare, imparare e scoprire cosa piace davvero.
Con musica, teatro, arti, laboratori, eventi, progetti educativi e culturali che nascono dal territorio.

Non è solo un edificio che riapre.
È una comunità che si rimette in movimento, fatta di persone, idee, relazioni e possibilità.
Un posto dove si può partecipare a un corso, lavorare a un progetto, oppure semplicemente fermarsi, stare insieme e condividere tempo.

Vico Ritiro è un luogo grande, nascosto, pieno di storia.
Un posto un po’ magico, che per anni è rimasto chiuso e che ora si prepara ad accogliere nuove energie, nuove voci, nuove storie.

Sta per aprirsi.
E sarà, per molti, una sorpresa.

Storia di Vico Ritiro

Il complesso oggi noto come Vico Ritiro, storicamente denominato Pio Ritiro dell’Addolorata, nasce nel XVIII secolocome struttura religiosa e assistenziale, inserita nel tessuto storico di Portici.
Concepito come luogo di accoglienza, ritiro e cura, svolge per lungo tempo una funzione caritativa ed educativa a servizio della comunità.

L’impianto architettonico conserva gli elementi tipici della sua destinazione originaria: spazi collettivi, un chiostro centrale, un oratorio, una chiesa con campanile e aree di pertinenza. Nel corso dei secoli il complesso assume un ruolo stabile nella vita sociale cittadina.

Tra la fine dell’Ottocento e il Novecento, l’edificio viene rifunzionalizzato e destinato anche a uso scolastico, diventando un luogo di formazione per generazioni di cittadini porticesi.

Con la riorganizzazione dei servizi pubblici nel Novecento, il complesso viene progressivamente dismesso e attraversa una lunga fase di chiusura e sottoutilizzo.

A seguito dell’estinzione dell’IPAB, il bene entra nel patrimonio pubblico del Comune di Portici, che ne riconosce il valore storico e architettonico e ne avvia il percorso di recupero e valorizzazione come bene di interesse pubblico.

L’assegnazione del bene

Dopo gli interventi di recupero conclusi nel 2015, il Comune di Portici ha avviato più tentativi per affidare la gestione di Vico Ritiro, attraverso bandi pubblici.
Tutti questi passaggi sono andati deserti, a causa della complessità e dei costi legati alla gestione di una struttura di grandi dimensioni.

In questo contesto, la cooperativa sociale Seme di Pace ha presentato una proposta concreta, costruita insieme a una rete di realtà del territorio, con l’obiettivo di riaprire il bene e renderlo nuovamente utile alla comunità.

Il Comune di Portici, attraverso l’Ambito N11, ha scelto di sostenere questa proposta partecipando come partner al progetto Artificio, successivamente valutato e finanziato a livello nazionale da Con i Bambini Impresa Sociale.

L’assegnazione del bene è avvenuta attraverso una concessione della durata di dieci anni, con un canone a carico del concessionario e con l’impegno a sostenere tutti i costi di gestione, manutenzione e riapertura della struttura.

Un percorso pubblico e trasparente, pensato per garantire una gestione responsabile e restituire Vico Ritiro alla città come spazio vivo, accessibile e condiviso.